~Come emerge da una ricerca indipendente, la differenza tra le aziende in grado di affidarsi agli agenti IA e quelle che cadono nella “caos agentico” non risiede nella sofisticatezza dei modelli di IA, bensì nella “collaborazione”~
※Il presente comunicato è la traduzione in giapponese del comunicato stampa diffuso daBoomi, LP. il 20 luglio 2026 (ora degli Stati Uniti).
Boomi™, LP, azienda specializzata nell’attivazione dei dati nell’era dell’intelligenza artificiale (che trasforma i dati in valore).(Sede: Pennsylvania, Stati Uniti; CEO: Steve Lucas; di seguitoBoomie Boomi K.K. (Sede: Shibuya-ku, Tokyo; Presidente e CEO: Eitaro Kono) hanno annunciato oggi i risultati di una nuova indagine commissionata da Boomi a Forrester Consulting. L’indagine ha evidenziato che, mentre l’adozione degli agenti di intelligenza artificiale da parte delle aziende procede a ritmo serrato, la fiducia nei confronti di tali agenti non è ancora all’altezza della volontà di adottarli e utilizzarli.
Da un’indagine condotta da Forrester su 409 decisori con ruolo di direttore o superiore nel settore IT e tecnologico in Nord America, Europa e nella regione Asia-Pacifico (APAC) è emerso che, mentre l’86% delle aziende ha superato la fase di prova (PoC) degli agenti di intelligenza artificiale (IA) per passare all’implementazione in produzione, solo il 34% ha dichiarato di fidarsi delle decisioni e delle azioni di tali agenti.Inoltre, tra le aziende in cui la preparazione delle infrastrutture necessarie per l’utilizzo degli agenti di IA – quali governance, integrazione dei dati e gestione di API/MCP – non è sufficientemente avanzata, il 77% sta procedendo con l’implementazione in ambiente di produzione senza aver messo in atto un sistema adeguato; di conseguenza, queste aziende sono esposte al rischio di sostenere costi aggiuntivi pari in media a 2,1 milioni di dollari (circa 300 milioni di yen) a causa di multe per violazioni della conformità, perdita di clienti, interruzione delle attività e lavori da rifare.D’altra parte, le aziende che si trovano in uno stato di “Agentic Control” (condizione in cui gli agenti di IA sono adeguatamente controllati; gruppo di aziende che rientra nel 25% superiore in termini di preparazione operativa) adottano un approccio molto più cauto e, al contempo, nutrono una fiducia molto più elevata nei confronti degli agenti di IA: il 55% di queste aziende ha dichiarato di riporre forte fiducia nelle loro azioni e nei loro processi decisionali, superando di gran lunga il 22% registrato dalle aziende in stato di “Agentic Chaos” (condizione in cui gli agenti di IA non sono adeguatamente gestiti).
◼️ Commento di Steve Lucas, Boomi
Questa indagine conferma un fatto che osserviamo ovunque, ovvero che il problema della fiducia nei confronti dell’IA di tipo agente, in ultima analisi, è un problema legato ai dati. Gli agenti di IA sono in grado di compiere valutazioni e azioni affidabili solo se dispongono di dati adeguatamente preparati, interconnessi e sottoposti a un sistema di governance. Tuttavia, molte aziende hanno introdotto gli agenti di IA prima di aver completato la creazione di queste basi. Sono proprio le aziende che hanno completato per prime la creazione di queste basi a ottenere oggi un vero valore aziendale.
◼️ La chiave per costruire la fiducia è la “collaborazione (integrazione)”
Dall’indagine è emerso che il fattore che distingue in modo più netto le aziende che ritengono affidabile la propria IA di tipo agentico da quelle che non lo fanno è la “collaborazione”. Tra le aziende classificate nella categoria “Agentic Control”, la percentuale di quelle che hanno dichiarato che “la presenza di API affidabili e gestite in modo adeguato è determinante per decidere se avviare o meno la verifica dei casi d’uso dell’IA” ha raggiunto circa il triplo rispetto a quella delle aziende classificate nella categoria “Agent Chaos”.Inoltre, è emersa una notevole differenza anche nell’utilizzoiPaaS(Integration Platform as a Service). Tra tutte le metodologie oggetto dell’indagine, l’iPaaS è quella che ha registrato il divario più ampio in termini di tasso di adozione: mentre nelle aziende “Agentic Control” la percentuale di quelle che utilizzano l’iPaaS a supporto dei flussi di lavoro di tipo agentico raggiunge il 46%, nelle aziende “Agentic Chaos” tale percentuale è pari solo al 25%.
La differenza risulta ancora più evidente quando si tratta di sviluppare gli agenti di intelligenza artificiale stessi. L’86% delle aziende che adottano un approccio di “controllo agentico” ha dichiarato che le funzionalità iPaaS e di gestione delle API per lo sviluppo di agenti di intelligenza artificiale sono fondamentali per la propria prontezza operativa, mentre tra le aziende che adottano un approccio di “caos agentico” tale percentuale si è attestata solo al 58%.Nel corso della stessa indagine, Forrester ha affermato che «se i modelli linguistici su larga scala (LLM) fossero paragonabili a un cervello, i prodotti iPaaS sarebbero come gli arti che consentono a quel cervello di interagire con il mondo reale».
Inoltre, le aziende che adottano un approccio di “controllo agenziale” non si concentrano solo sul miglioramento delle prestazioni dei modelli di IA, ma anche sul potenziamento dell’infrastruttura operativa sottostante. Mentre il 47% di esse ha indicato come priorità assoluta il “rafforzamento dell’integrazione con strumenti, API e applicazioni”, nelle aziende che adottano un approccio di “caos agenziale” tale percentuale si attesta solo al 31%; di fatto, queste ultime si concentrano sul miglioramento dei modelli di IA stessi senza predisporre l’infrastruttura di connessione necessaria per tradurre in azione le decisioni dei modelli di IA,concentrandosi esclusivamente sul miglioramento dei modelli di IA stessi.
La stessa tendenza si riflette anche nel modo in cui le aziende stanno affrontando la proliferazione degli agenti di IA. Alcune aziende arrivano a gestire fino a 200 agenti di IA, una situazione che Forrester definisce “limbo del PoC/pilota” (POC/pilot purgatory). In questa situazione, poiché gli agenti di IA non sono collegati ai sistemi aziendali necessari per agire in base al proprio giudizio, l’implementazione e l’utilizzo finiscono per arenarsi, nonostante il forte entusiasmo nei loro confronti.I leader delle aziende che adottano un approccio di “controllo agentico” tendono a anticipare di gran lunga questa sfida: il 46% di queste aziende ha stabilito un sistema di governance che controlla in modo centralizzato l’MCP, lo standard per il collegamento sicuro degli agenti di IA ai sistemi interni (rispetto al 32% delle aziende in “caos agentico”), mentre il 48% ha integrato il reparto IA e quello di integrazione in un unico modello operativo (rispetto al 37% delle aziende in “caos agentico”).
◼️ Risultati
Le aziende che stanno investendo in una solida infrastruttura di collaborazione stanno ottenendo risultati positivi grazie all’adozione di agenti di intelligenza artificiale. Tra le aziende che adottano l’approccio “Agentic Control”, il 59% ha segnalato un aumento della produttività grazie all’introduzione di agenti di intelligenza artificiale, mentre il 51% ha segnalato una maggiore dinamicità nell’innovazione. Inoltre, il 46% ha dichiarato di aver acquisito sistemi riutilizzabili applicabili anche ad altre aree aziendali, mentre il 45% ha affermato di aver automatizzato le attività di routine.
Forrester raccomanda alle aziende che mirano ad aumentare l'affidabilità degli agenti di intelligenza artificiale di integrare il reparto dedicato all'IA e quello di collaborazione in un unico modello operativo, di introdurre un piano di controllo (infrastruttura di controllo) per la gestione degli agenti di intelligenza artificiale e di predisporre una funzione di orchestrazione che consenta agli agenti di intelligenza artificiale di connettersi ai dati e alle applicazioni e di collaborare tra loro.
Il rapporto di ricerca "Thought Leadership Paper" intitolato "The Agentic AI Gap: Insights From Leaders At Organizations Scaling Agentic Pilots To Production", commissionato da Boomi a Forrester Consulting, èpuò essere scaricato .
※Poiché i dati dell'indagine sono arrotondati, è possibile che il totale non raggiunga il 100%. La conversione in yen degli importi in dollari statunitensi è indicativa.
◼️ Informazioni su Boomi
- Blog di Boomi: Per ulteriori dettagli sulla presente indagine e sul suo significato,sul blog di Boomi dedicato alle ricerche, intitolato «La gestione dei vostri agenti AI comporta un rischio di 300 milioni di yen?»,.
- Boomi : casi di implementazione Boomi
- Informazioni sulla piattaforma unica basata sull'intelligenza artificialeBoomi Enterprise Platform»
- Integrazione dei dati e automazione
- Informazioni sulla gestione degli agenti AI
- Informazioni su Boomi MCP
- Boomiraggiunge un ritorno sull'investimento del 347% secondo uno studio di Forrester: in tre anni ha generato un impatto economico pari a circa 9,8 milioni di dollari (circa 1,4 miliardi di yen)
◼️ Informazioni su Boomi
Boomi, azienda specializzata nell'attivazione dei dati nell'era dell'intelligenza artificiale (che trasforma i dati in valore), infonde nuova vita ai dati di tutta l'azienda e sostiene la realizzazione di imprese guidate dagli agenti."Boomi Platform" è una piattaforma che muove i dati, fornendo l'infrastruttura degli agenti indispensabile per promuovere una trasformazione guidata dagli agenti. Integrando la progettazione e la governance degli agenti, la gestione delle API e degli MCP, l'integrazione e l'automazione dei dati e la gestione dei dati in un'unica piattaforma, Boomi offre alle aziende un ambiente in cui sfruttare al massimo la potenza dell'IA con una connettività sicura e scalabile.Con la fiducia di oltre 30.000 clienti e il supporto di una rete di oltre 800 partner globali, Boomi promuove la "trasformazione guidata dagli agenti di IA" e sostiene l'agilità, l'efficienza e l'innovazione su larga scala nelle aziende di ogni dimensione. Per ulteriori dettagliboomi.com/ja/.
◼️ Informazioni su Boomi Co., Ltd.
Boomi, LP. (sede centrale: Pennsylvania, Stati Uniti; CEO: Steve Lucas) è leader mondiale nel supportare le aziende che promuovono la trasformazione verso operazioni autonome attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.Boomi K.K. è una joint venture costituita l’8 novembre 2024 grazie a un investimento strategico da parte diBoomi, LP. e SunBridge Partners, Inc. (sede centrale: Ohio, Stati Uniti; presidente: Paul Grimm), con l’obiettivo di espandere le attività in Giappone.Sfruttando funzionalità avanzate di intelligenza artificiale, offre laBoomi Platform», dotata di funzionalità quali la gestione delle API, l’integrazione di sistemi e dati, la gestione dei dati e la gestione degli agenti IA, per supportare l’automazione dei processi aziendali e il raggiungimento rapido di risultati. Con oltre 30.000 clienti in tutto il mondo e più di 800 partner, l’azienda offre supporto per promuovere la trasformazione digitale (DX) di ogni tipo di impresa.
Nome dell'azienda: Boomi Co., Ltd.
Sede: 4° piano, Tokyu Real Estate Ebisu Building, 1-18-18 Ebisu, Shibuya-ku, Tokyo
Rappresentante: Eitaro Kono, Amministratore delegato e CEO
URL:boomi
Social media ufficiali di Boomi:X | LinkedIn | Facebook | YouTube
Boomie il logo Boomi sono marchi commercialiBoomi, LP. o delle sue affiliate. Gli altri nomi di società e prodotti citati sono marchi commerciali o marchi registrati delle rispettive società.